Perchè fare Co-housing

Da un punto di vista costruttivo parliamo di un insieme di unità abitative, che protendono però verso uno spazio comune di metratura significativa. Questi ambienti saranno destinati alla condivisione tra i coresidenti (ampie cucine, lavanderie, spazi per l’accoglienza di eventuali ospiti, laboratori per il fai da te, spazi gioco per i più piccini, palestre, piscine, internet cafè, biblioteche, ecc.).

Qui si svolgerà qualsiasi attività che produca interazione sociale, favorendo così l’attivazione di quel meccanismo inconscio che induce una persona ad offrire il proprio aiuto di fronte ad una difficoltà incontrata da qualcuno (mutuo-aiuto).

Ogni cohouser ha il suo alloggio, dotato di tutte le stanze che un normale appartamento condominiale può avere, ma con superfici più contenute.

In questo modo sarà possibile:

  • Contenere i costi complessivi dell’intera struttura edilizia;
  • Favorire un reale ed intenso utilizzo delle aree comuni;

Lo scopo è quello di creare una comunità dove le persone, all’inizio estranee, possano entrare in relazione anche ai fini di una gestione efficace delle aree comuni, usufruire collettivamente degli spazi ed incentivare così la socialità e la relazione.

Il cohousing, così com’è nella sua forma etica, combatte i problemi di solitudine, soprattutto per gli anziani, permette di contenere i costi di gestione degli edifici e favorisce pratiche di acquisto dei beni primari di consumo direttamente dal produttore, che consentono risparmio dal punto di vista economico, sia per l’acquisto dei beni stessi, che per l’uso dell’auto.