Il decalogo del Co-houser

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CERCA NEL TUO CUORE, DA LI PROVENGONO LE SOLUZIONI DELLA VITA

Lasciati guidare dalla tua parte empatica

Siamo stati abituati a farci guidare dalla parte razionale della nostra mente; tutto quello che diciamo, apprendiamo ed ascoltiamo, le scelte che facciamo, tutto viene elaborato attraverso le nostre convinzioni (limitanti); questo perché il meccanismo creato dal nostro cervello è predisposto (dalla preistoria) per la nostra sopravvivenza; tutto quello che è potenzialmente pericoloso per la nostra incolumità fisica e mentale ci viene comunicato come indesiderabile; cominciamo a farci aiutare nelle scelte da quella parte di noi che non ha condizionamenti, che basa le proprie scelte sui valori, quei valori che sono le fondamenta su cui costruire la nostra esistenza; diamo voce al nostro cuore, per le nostre scelte, ci sorprenderà; tutto quello di cui abbiamo bisogno è già dentro di noi, lo dobbiamo solo far uscire.

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CAMBIA IL TUO PARADIGMA

Sei pronto a guardare le cose da un altro punto di vista?

Il modello, un modo di percepire, di vedere il mondo; la nostra visione passa attraverso un filtro; questo filtro è stato creato dalle nostre esperienze, da quello che ci hanno insegnato, dall’ambiente in cui viviamo; attraverso questo filtro noi vediamo la nostra realtà; noi elaboriamo tutto quello che vediamo all’esterno attraverso questi filtri creando una mappa; ma la mappa non è il territorio, è una rappresentazione di certi aspetti del territorio; siamo convinti che quello che percepiamo sia la realtà non mettiamo nemmeno in discussione che ci possa essere un modo diverso di vederla; quello che noi vediamo è quello che noi siamo; quindi per cambiare il nostro paradigma dobbiamo operare un cambiamento  in noi stessi; cambiare visuale, cambiare prospettiva, cambiare punto di vista aumenta la possibilità di trovare le soluzioni; consente di guardare il problema da diverse prospettive ed avere quindi uno spettro più ampio di visione; ci vuole umiltà; l’umiltà nel riconoscere che abbiamo sempre qualcosa da imparare; che imparare vuol dire crescere; perché la conoscenza ci arricchisce; così come una pianta che non viene annaffiata smette di crescere e muore, anche noi se smettiamo di imparare smetteremo di crescere andando incontro alla nostra morte interiore.

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DAI PRECEDENZA ALLE PRIORITÀ

Metti al primo posto le cose importanti

A fianco dell’autoconsapevolezza, dell’immaginazione e della coscienza, c’è una quarta dote dell’uomo: la volontà indipendente di rendere possibile una gestione efficace di sé; è la capacità di prendere decisioni; è la capacità di agire anziché subire l’azione; ma le azioni devono seguire e mantenere gli impegni presi verso noi stessi, fare onore al nostro io; per fare questo ci vuole coerenza; la coerenza è l’essenza della crescita proattiva; noi spendiamo il tempo in quattro modi:

  1. Per cose importanti ed urgenti;
  2. Per cose importanti non urgenti;
  3. Per cose non importanti ed urgenti;
  4. Per cose non importanti e non urgenti;

I due fattori che definiscono un’attività sono l’importanza e l’urgenza; le persone efficaci si concentrano sulle attività che riguardano le cose importanti e non urgenti, quali lo sviluppo di relazioni, la pianificazione a lungo termine e la crescita personale; bisogna focalizzarsi sulle opportunità che stanno dietro ai problemi; bisogna pensare in modo preventivo; per dire “si” alle attività del punto 2. Dobbiamo imparare a dire “no” alle altre attività, anche se queste ci sembrano urgenti; bisogna però decidere quali sono le priorità a cui dedicare il proprio tempo e dire di no alle altre cose: in modo gentile, sorridendo e senza scusarsi; il modo migliore per farlo è avere un “si più grande che ci appassiona”; così come in architettura la forma segue la funzione, il modo in cui passiamo il nostro tempo è un risultato del modo in cui vediamo il nostro tempo e del modo in cui vediamo le nostre priorità; per gestire la propria vita in modo efficace dobbiamo partire da un centro (dove sono raccolti i nostri paradigmi fondamentali, la lente attraverso la quale vediamo il mondo) basato su solidi principi, da una conoscenza della nostra missione personale e con l’impegno nel agire con costanza e coerenza; per fare questo serve uno strumento che ci incoraggi, che ci offra una motivazione e che ci aiuti ad impiegare il tempo in modo produttivo; dobbiamo trovare quello che più ci soddisfa.

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COMINCIA DALLA FINE

Inverti la rotta per avere l’obiettivo chiaro

Significa iniziare qualcosa con una chiara comprensione della nostra destinazione; significa sapere dove siamo diretti, perché ci consentirà di capire dove ci troviamo e fare in modo che i nostri passi vadano nella giusta direzione; quando cominciamo pensando alla fine otteniamo una diversa prospettiva; questo concetto si basa sul principio che tutte le cose sono create due volte: una mentale e l’altra fisica; è la regola del carpentiere: misura due volte, taglia una volta sola; nella misura in cui comprendiamo il principio delle due creazioni e accettiamo la responsabilità per entrambe, agiamo nell’ambito in cui possiamo influenzare e modificare ciò che dipende da noi; la proattività si basa sull’autoconsapevolezza, sull’immaginazione e sulla coscienza; attraverso l’immaginazione possiamo visualizzare quello che possiamo creare; per mezzo della coscienza le nostre azioni vengono regolate attraverso leggi, principi universali e linee guida personali; queste due assieme all’autoconsapevolezza ci consentono di scrivere il nostro personale copione; il modo più efficace di iniziare pensando con una fine in mente è quello di sviluppare una missione personale; la missione deve concentrarsi su ciò che si vuole essere (carattere) e fare (realizzazione) e sui valori o principi su cui si fondano l’essere ed il fare; qualsiasi cosa si trovi al centro della nostra vita è la fonte della nostra sicurezza, della nostra direzione, della nostra saggezza e del nostro potere; la sicurezza rappresenta il senso del nostro valore; la direzione è ciò che guida la nostra vita; la saggezza è l’ottica secondo cui vediamo la vita; il potere è la facoltà o  capacità di agire; la sicurezza unita ad una chiara direzione genera la vera saggezza; la saggezza fa da catalizzatore per il potere, lo libera e lo indirizza; mettendo al centro della nostra vita dei principi giusti, creiamo le fondamenta su cui appoggiare lo sviluppo dei quattro fattori che regolano la nostra esistenza (sicurezza, direzione, saggezza e potere); comincia pensando alla fine significa che stai creando qualcosa; riscrivi il copione: diventa il primo creatore di te stesso.

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SII PROATTIVO

Non aspettare che ci pensi qualcun altro

Sono due le cose che influenzano la nostra vita, gli eventi che ci accadono e come noi reagiamo a questi eventi; fra stimolo (evento) e risposta (reazione all’evento) troviamo il nostro potere più grande ovvero la libertà di scegliere; noi abbiamo l’iniziativa ed il senso di responsabilità necessarie affinchè le cose accadano; responsabilità significa “capacità di risposta”; questa abilità ci consente di scegliere come reagire ad un evento; se la nostra vita viene condizionata da determinate situazioni è perché noi, attraverso una decisione cosciente o per mancanza di conoscenza abbiamo permesso che questo avvenga; la nostra natura è quella di agire e non di subire; prendere l’iniziativa significa riconoscere la nostra responsabilità di far in modo che le cose accadano; molti aspettano che accada qualcosa e che qualcuno si occupi di loro; gli individui proattivi prendono l’iniziativa per fare qualsiasi cosa serva, coerentemente con i propri principi, in modo che il lavoro venga svolto; non si concentrano sul problema ma sulla soluzione del problema, anzi sono essi stessi la soluzione del problema; chiediamoci: dove concentriamo il nostro tempo e la nostra energia? Ognuno di noi ha delle preoccupazioni legate a salute, denaro, famiglia, lavoro ecc; per ognuna di loro si possono distinguere cose su cui non possiamo esercitare nessun controllo ed altre su cui possiamo intervenire; la persona proattiva agisce su tutti i fattori che possono essere modificati dalle loro azioni; siamo noi ad avere la responsabilità di controllare la nostra vita; se voglio migliorare la mia situazione, posso lavorare sull’unica cosa su cui ho il controllo: me stesso; l’approccio proattivo ad un errore commesso è quello di riconoscerlo, di correggerlo e di imparare dallo sbaglio; questo rende un fallimento un successo; Se cominci a pensare che il problema sia fuori di te, fermati perché è proprio questo il problema; essere proattivi significa che tu sei il creatore di qualcosa.

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PENSA WIN/WIN

Adotta una filosofia di vita vincente

Vinco/vinci non è una tecnica ma una filosofia universale per l’interazione umana; è una dei sei paradigmi dell’interazione; riassumiamoli:

  • Vinco/vinci
  • Vinco/perdi
  • Perdo/vinci
  • Perdo/perdi
  • Vinco
  • Vinco/vinci, o nulla di fatto

Vinco/vinci è una disposizione di mente e cuore che ricerca costantemente il reciproco beneficio in tutte le interazioni umane; significa che gli accordi o le soluzioni trovate portano soddisfazione reciproca; il paradigma vinco/vinci vede la vita non come un’arena competitiva ma come una realtà cooperativa; la maggior parte delle persone ragiona per dicotomie: o sei forte o sei debole, o è duro o è morbido, o si vince o si perde; questa modalità di pensiero si basa sul potere e sulla posizione anziché su principi; vinco/vinci si basa sul paradigma “c’è posto per tutti”; il successo di una persona non si raggiunge a scapito di altri; vinco/vinci significa credere nella terza alternativa; non la tua soluzione e nemmeno la mia soluzione, si parla di una soluzione migliore, di una soluzione superiore; quando due persone non arrivano ad una soluzione che soddisfi entrambi possono arrivare alla conclusione che si trovano nel sesto paradigma, cioè vinco/vinci o nulla di fatto; significa che non possono trovare una soluzione che sia di beneficio ad ognuno di loro e si accordano con un garbato “nulla di fatto”; si ripresenterà un’altra occasione dove raggiungeremo un reciproco beneficio; l’atteggiamento vinco/vinci è fondamentale per il successo in tutte le nostre interazioni e si basa su tre tratti del carattere ovvero: coerenza, maturità e mentalità dell’abbondanza; la coerenza è il valore che attribuiamo a noi stessi attraverso le azioni che facciamo seguendo i nostri principi; la maturità è l’equilibrio tra il coraggio e la considerazione per gli altri; se un individuo riesce ad esprimere i propri sentimenti e le proprie convinzioni con coraggio ed allo stesso modo ha considerazione per i sentimenti e le convinzioni dell’altro, ha raggiunto la necessaria maturità; è pensiero comune che se sei gentile allora non sei energico; vinco/vinci significa essere gentile ed energico; per arrivare a questo paradigma non solo devi essere gentile ma anche coraggioso; non solo devi essere empatico ma anche fiducioso; non solo devi avere considerazione  e sensibilità, ma anche audacia; la mentalità dell’abbondanza è il paradigma secondo cui a questo mondo ce né per tutti; essa nasce da un profondo senso interiore di valore personale e di sicurezza; è la convinzione che nel mondo c’è più del necessario per tutti; riconosce le illimitate possibilità di crescita e di sviluppo interattivo e positivo, crea nuove “terze alternative”.

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AFFILA LA LAMA

Continua a crescere e rinnovarti

La natura umana si compone di quattro dimensioni:

  • Fisica (esercizio, alimentazione, controllo dello stress);
  • Social/Emozionale (servizio, empatia, sinergia, sicurezza interiore);
  • Spirituale (impegno, studio e meditazione);
  • Mentale (leggere, visualizzare, pianificare, scrivere)

Affilare la lama significa sostanzialmente esercitare tutte e quattro le dimensioni della natura umana, regolarmente e costantemente, in modo saggio ed equilibrato; vuol dire auto rinnovarsi; nessuno può farlo per noi, dobbiamo essere noi a farlo per noi stessi; la dimensione fisica richiede attenzione efficace al nostro corpo, mangiando il cibo giusto, con il giusto riposo e relax e tenendosi in esercizio; la dimensione sociale/emozionale è legata alla vita emotiva e si manifesta principalmente in seguito alle relazioni interpersonali; per migliorarle dobbiamo pensare in modalità vinco/vinci, praticare l’ascolto empatico e comunicare applicando alla nostra modalità la sequenza ethos, pathos e logos; la dimensione spirituale è il nucleo centrale; è un’area molto privata; attinge alle fonti che ispirano; ognuno ha il suo modo di rinnovarsi in questa dimensione; richiede tempo ma è importante non trascurarla; la dimensione mentale  deriva principalmente dall’istruzione formale; terminata la disciplina scolastica si tende ad abbandonare la lettura; la persona che non legge non sta meglio di quella che non sa leggere; non c’è modo migliore d’informare e di aprire le menti che acquisire l’abitudine di leggere; scrivere è un altro modo per aprire la mente; scrivere un diario dei pensieri, esperienze, scoperte e di ciò che si impara, facilita la chiarezza mentale, il rigore e la visione d’insieme; organizzare e pianificare vuol dire cominciare pensando alla fine.

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SINERGIZZA

Coopera con gli altri per il bene comune

Cos’è la sinergia? Semplicemente significa che l’intero è più grande della somma delle due parti; se accostiamo due travi di legno, esse potranno sostenere un peso molto maggiore della somma dei pesi a che potrebbe sopportare ciascuno dei due separatamente; ovvero l’intero è maggiore della somma delle due parti; apprezzare le differenze mentali, emozionali e psicologiche fra le persone è l’essenza della sinergia; la chiave per apprezzarle è rendersi conto che tutti gli essere umani vedono il mondo non così com’è, ma come essi sono; bisogna avere l’umiltà ed il rispetto necessari per riconoscere i propri limiti percettivi ed apprezzare le differenze dai nostri modi di interpretare e vedere il mondo; le differenze sono importanti; comunicare con una persona che è ha la mia stessa visione non mi darà nessun giovamento; ho bisogno di confrontarmi con chi vede la cosa diversamente da me se voglio accrescere la mia conoscenza; quando ci affidiamo solo alle nostre esperienze personali risentiamo di una continua carenza dati; ecologia è una parola che definisce la sinergia esistente in natura dove tutto è in relazione con tutto; è nella reazione che i poteri creativi sono al massimo; più genuino è l’impegno, più sincera e convinta è la partecipazione all’analisi e alla soluzione dei problemi, maggiore è la liberazione della creatività di ciascuno e l’impegno verso quanto si sta creando; si può apprezzare le differenze altrui; non è indispensabile che siamo d’accordo con gli altri; possiamo cercare quello che c’è di buono e utilizzarlo, per quanto diverso possa essere, per migliorare il nostro punto di vista ed ampliare la nostra visuale; quando vediamo solo due alternative, la nostra e quella dell’altro (che riteniamo sbagliata), possiamo creare una terza alternativa, un’alternativa sinergica.

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PRIMA CERCA DI CAPIRE E POI FATTI CAPIRE

Apriti all’ascolto empatico

“……Prima cercare di capire……….” : Nella vita la capacità di comunicare è la più importante delle facoltà; passiamo la maggior parte del nostro tempo a comunicare; abbiamo impiegato anni per imparare a leggere e a scrivere, anni per imparare a parlare, ma per imparare ad ascoltare abbiamo ricevuto qualche tipo di formazione o insegnamento? nella maggior parte dei casi le persone non ascoltano con l’intenzione di capire ma per rispondere; quando una persona parla normalmente ascoltiamo ad uno di questi livelli:

  • Possiamo ignorare chi ci sta parlando, non ascoltarlo veramente;
  • Possiamo fingere di ascoltare;
  • Possiamo praticare l’ascolto selettivo ascoltando solo certe parti della conversazione;
  • Possiamo praticare l’ascolto attento prestando attenzione;

Pochissimi praticano la forma superiore di ascolto, il quinto livello, l’ascolto empatico; è l’ascolto praticato con l’intento si comprendere; significa guardare attraverso l’altra persona e osservare il mondo nel modo in cui gli altri lo osservano, capire il loro modelli, cosa provano; l’ascolto empatico va oltre il registrare o capire le parole che vengono dette; gli esperti in comunicazione stimano che solo il 10% della nostra comunicazione sia legato alle parole che diciamo; il 30% è rappresentato dai nostri suoni ed il restante 60% dal nostro linguaggio gestuale; nell’ascolto empatico non si ascolta solamente con le orecchie, ma soprattutto con gli occhi e con il cuore; significa ascoltare per percepire dei sentimenti, dei significati; dato che ascoltiamo principalmente in modo autobiografico (cioè utilizziamo le nostre esperienze di vita e le nostre convinzioni, come filtro, interpretando le parole di chi comunica con noi), tendiamo a rispondere in uno di questi modi:

  • Valutando; ci troviamo d’accordo o in disaccordo;
  • Inquisendo; poniamo interrogativi partendo dal nostro punto di vista;
  • Consigliando; forniamo consigli basati sulla nostra esperienza;
  • Interpretando; cerchiamo di mettere a fuoco il prossimo, di spiegare le sue motivazioni, il suo comportamento, sulla base delle nostre motivazioni e del nostro comportamento;

Questo comportamento ci viene naturale; tutta la nostra vita gira attorno a risposte di questo tipo; la capacità di ascolto empatico si sviluppa in quattro stadi:

  1. imitare il contenuto con la tecnica dell’ascolto “attivo” o “riflessivo”; è il meno efficace ma almeno induce ad ascoltare; per capire bisogna fare di più;
  2. riformulare il contenuto; è un po’ più efficace ma è ancora limitato alla comunicazione verbale;

  3. riflettere sul sentimento; si presta più attenzione a come si sente la persona che ci sta parlando rispetto alla parole che dice;
  4. riformulare il contenuto e riflettere il sentimento; si aiuta la persona ad elaborare i propri pensieri ed i propri sentimenti; man mano che acquista fiducia nel nostro sincero desiderio di ascoltare e capire, la barriera fra ciò che ha dentro e quanto comunica scompare;

Per poter fare tutto ciò bisogna liberarsi dalla rete dei paradigmi a cui si è impigliati, che impedisce di vedere il mondo da un altro punto di vista; le persone vogliono essere comprese, vogliono aprirsi, lo fanno se sentono che non verranno giudicate;

“………………Poi cercare di farsi capire…………..” : E’ altrettanto essenziale per giungere a soluzioni vinco/vinci; cercare di capire richiede considerazione, cercare di essere compresi richiede coraggio; ci sono tre parole della filosofia greca che contengono l’essenza del “prima cerca di capire e poi di farti capire”, sono Ethos, Pathos e Logos; secondo questa sequenza; Ethos è la credibilità personale, la fiducia che gli altri hanno della nostra integrità e competenza; Pathos è il lato empatico, il sentimento, vuol dire che siete in sintonia con sequenza è fondamentale per una buona comunicazione; si conferisce una maggiore coerenza; è il modo di presentare le idee in cui credete veramente, comprendendo il beneficio comune; ascoltando veramente si diventa influenzabili; essere influenzabili è una condizione indispensabile per poter influenzare gli altri.

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SII EFFICACE

Restituisci agli altri l’immagine di sé.

Essere efficaci vuol dire scegliere di riflettere verso gli altri una visione chiara e non distorta di loro stessi; riconoscere la loro natura proattiva e trattarli come persone responsabili; possiamo aiutarli a darsi un copione da persone incentrate su principi, con una base di valori, degne di fiducia; con la mentalità dell’abbondanza ci rendiamo conto che fornire un riflesso positivo agli altri non ci sminuisce per nulla; accresce invece le nostre possibilità di stabilire una interazione efficace con altre persone; più riusciamo a vedere le persone rispetto al loro potenziale nascosto, più possiamo usare la nostra immaginazione, invece che la nostra memoria, con coniugi, figli, collaboratori e dipendenti; possiamo rifiutarci di etichettarli, possiamo aiutarli a diventare persone indipendenti, capaci di costruire relazioni con gli altri profondamente soddisfacenti e produttive; il processo di auto rinnovamento deve comprendere tutte e quattro le dimensioni; è importante rinnovare ogni singola dimensione; trascurare anche una sola area vuol dire danneggiare anche le altre perché sono in reciproca relazione; la salute fisica si riflette su quella mentale; la forza spirituale influisce sulla forza sociale/emozionale; il rinnovamento è il principio che spinge a muoversi in una spirale ascendente di crescita, di cambiamento e di miglioramento continuo; per ottenere progressi sensibili e costanti lungo questa spirale, dobbiamo considerare un altro aspetto del rinnovamento che si riflette sulla facoltà che dirige questo movimento: la nostra coscienza; la coscienza è la facoltà che ci permette di considerare attentamente la nostra coerenza; comanda la legge del raccolto: raccogliamo sempre quanto abbiamo seminato, né più né meno; per progredire dobbiamo continuare ad imparare e ad impegnarci a fare.